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#Attaccamento : Cos'è, come funziona, cosa comporta.

Come abbiamo visto nel primo incontro, è nell’interazione sociale fra l’adulto e il neonato che si sviluppa il suo vissuto emotivo. Come riesce il bambino ad apprendere il significato delle emozioni? In pratica il neonato mette in atto un certo repertorio emozionale inizialmente in modo istintivo, come il sorriso o il pianto, ma l’adulto attento attribuisce a queste manifestazioni un preciso significato, come se volessero comunicare qualcosa. In questo modo, il bambino impara a compiere delle previsioni e delle anticipazioni rispetto al comportamento del genitore, il quale a sua volta risponde, creando un legame affettivo. Con il passare del tempo, il piccolo capisce che le sue espressioni emotive hanno delle conseguenze sociali, cioè che c’è un rapporto di causa effetto tra ciò che lui segnala e la risposta dell’adulto; in questo modo, impara a dare un significato alle azioni di chi si prende cura di lui e a modulare e esprimere le proprie emozioni.

La relazione che si forma attraverso questo scambio prende il nome di legame di attaccamento, essa ha una base innata e un significato adattativo per tutti i mammiferi. Lo sviluppo del sistema di attaccamento attraversa quattro fasi, dagli zero ai due anni, durante le quali il bambino passa da comportamenti non intenzionali e indiscriminati rispetto alle varie figure adulte che gli ruotano intorno, fino a instaurare contatti preferenziali e paura verso l’estraneo e raggiungere una forma di relazione reciproca e bilaterale con l’altro. In questa fase si formano dei veri e propri modelli operativi interni dell’attaccamento, cioè delle rappresentazioni mentali che il bambino ha di se stesso e dell’altro che riflettono la storia della sua relazione con la figura materna, guidandolo nell’interpretazione delle informazioni che provengono dal mondo esterno. Quando il bambino è tranquillo e ha strutturato un buon legame di attaccamento, può permettersi di esplorare l’ambiente, quando la madre non c’è, il piccolo può sperimentare ansia da separazione.

Tuttavia, il legame di attaccamento non sempre si struttura in questo modo e i bambini possono sperimentare rifiuto rispetto alle proprie richieste; in particolare, alcune madri possono essere dei riferimenti imprevedibili, cioè rispondere soltanto in alcuni momenti alle richieste dei figli, mentre a volte sono indifferenti a esse. In questo caso, il legame di attaccamento viene definito insicuro-ambivalente: i bambini mostrano comportamenti contraddittori nel rapporto con la madre, facendosi confortare in alcuni momenti e rifiutando il contatto in altri. In altri casi, invece, le madri possono essere insensibili ai bisogni del bambino e scoraggiare il contatto fisico; in questo caso, il legame di attaccamento risulta sempre insicuro, ma viene definito evitante e porta il piccolo a mettere in atto comportamenti di falsa autonomia.

La relazione di attaccamento influenza anche il modo in cui l’adulto regolerà le proprie emozioni e leggerà le situazioni sociali. Nel caso di attaccamento insicuro, non dobbiamo pensare che esso sia sbagliato e dannoso; esso rappresenta semplicemente l’adattamento ottimale del bambino a uno specifico stile materno. In questo senso, il legame di attaccamento di tipo ambivalente porta l’adulto ad essere molto emotivo e molto richiedente rispetto alla persona con la quale si relaziona, mentre nel caso dell’attaccamento evitante, si ha lo sviluppo di una personalità molto razionale, che tende a negare i propri bisogni, portando a una falsa autonomia priva di emozioni.


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